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Il ruolo della donna nel linguaggio giornalistico: accordo Regione Toscana, Odg e AST

In programma tre corsi per giornalisti a Firenze, Livorno e Siena

Il ruolo dei media per combattere gli stereotipi della rappresentazione della donna e l'uso del linguaggio di genere: saranno i temi affrontati in tre corsi per giornalisti organizzati dalla Regione Toscana, Ordine dei Giornalisti della Toscana e Associazione Stampa Toscana.
 
L'accordo promosso dalla Regione Toscana con Odg e AST, è il primo in Italia ed ha come obiettivo quello di realizzare iniziative per giornalisti, e non solo, sul linguaggio del femminicidio in Toscana.  
 
I primi corsi sono già in programma e si terranno a:
 
A Firenze il 23 ottobre, in orario 10-14, nella Sala delle feste di Palazzo Bastogi.
A Livorno il 13 novembre, in orario 10-14, nella Sala Consiliare della Provincia.
A Siena il 21 novembre, in orario 10-14, nella sede dell'Università per stranieri. 
 
Ai corsi parteciperanno Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, Carlo Bartoli, presidente di Odg Toscana, Sandro Bennucci, presidente AST Toscana, Rosanna Pugnalini, presidente del comitato pari opportunità della Regione Toscana, le giornaliste Chiara Brilli, Lucia Aterini e Ilaria Bonuccelli oltre a Cecilia Robustelli, professoressa di Linguistica Italiana presso l'Università di Modena e Reggio Emilia e Lucilda Spera, professoressa di Letteratura Italiana presso l'Università per Stranieri di Siena.
 
Durante ciascun corso verranno affrontati gli stereotipi utilizzati nel racconto giornalistico per la rappresentazione delle donne e verrà trattato il tema della violenza di genere.
 
La partecipazione a ciascun corso prevede l'assegnazione di 4 crediti deontologici.
Le iscrizioni devono essere effettuate su piattaforma Sigef.



"Questo accordo è un'occasione per impegnarci a fondo su due aspetti importanti: formazione e  deontologia - ha commentato Domenico Guarino, consigliere dell'ordine dei giornalisti -  La formazione deve aiutarci ad essere capaci di comprendere e interpretare le nuove istanze della società, mentre la deontologia deve far sì che l'informazione del giornalista venga fatta in maniera sempre più consapevole e responsabile".
 
"Su temi come questi esistono ancora forti retaggi culturali nella nostra società: basti pensare che Istituti come "il delitto d'onore" e "il matrimonio riparatore" sono stati presenti nella nostra legislazione penale fino al 1981 – ha evidenziato il presidente dell'Associazione Stampa Toscana, Sandro Bennucci Come giornalisti ci sentiamo impegnati in prima fila per contribuire a una trasformazione necessaria sul piano culturale affrontando così questa piaga gravissima della violenza di genere".
 
Ricordiamo che presso gli uffici dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana è disponibile, gratuitamente, “Donne, grammatica e media” vademecum realizzato dalla prof. Cecilia Robustelli con suggerimenti per l'uso corretto dell'italiano applicato al linguaggio di genere.


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Notizia pubblicata il 13/10/17
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